Tra la terra e il cielo ( apparenze) :di Giorgio Barberio Corsetti

Tra la terra e il cielo ( apparenze)  :di Giorgio Barberio Corsetti

 6Tralaterraeilcielo corsetti 1

Giorgio Barberio Corsetti utilizza ancora una volta il video e la tecnologia in maniera ironica e divertente per quanto la tecnica qui adoperata ricordi alcuni spettacoli dei Big Art Group.

 1Tralaterraeilcielo corsetti 2

Plot:

Diavoli spuntano da sottoterra, angeli giungono al volo dal cielo; cinque personaggi, un uomo ed una donna, un ragazzo e una ragazza, un mago, colti in diversi momenti della loro quotidianità, sono costretti dalle extrasensibili irruzioni a un confrontarsi con l’eterna lotta tra il bene ed il male. Anche Dio si rivela, appare e porta prove ed argomenti a favore e contro la propria esistenza…………….

 

 

 

 3Tralaterraeilcielo corsetti 3

Note:

Uno spazio totalmente azzurro, uno schermo bianco e sulla destra dei plastici poggiati sul pavimento, ricostruzione di paesaggi cittadini, di strade, case, alberi e bar.

 

 

Questa la scena di “Tra il cielo e la Terra” lavoro di Giorgio Barberio Corsetti, racconto banale della giornata di cinque personaggi qualsiasi e del loro incontro con entità metafisiche quali angeli, diavoli, fantasmi, sospesi tra il bene e il male che la terra e il cielo vogliono metaforizzare.

 

Piccole telecamere totalmente esposte sulla scena riprendono dunque gli attori nella loro recitazione, i piccoli plastici, incrociando le immagini ottenute sulle schermo bianco alla sinistra del palco.

 

Lo spazio azzurro, vuoto, diviene pura virtualità, e soltanto attraverso la tecnica video del “croma-key” e la conseguente immissione dell’immagine degli attori nell’immagine del plastico la scena sullo schermo risulterà completa.

 

Il video ci mostra immagini fittizie, plastiche, kitsch; immagini ce ci ricordano le fiction televisive e le trasmissioni più scadenti, e lo fa attraverso una storia e una recitazione che pare volutamente posticcia e banale. Una fiction appunto, in cui i protagonisti si rincorrono tra la serpeggiante morale e la gratuità di luoghi comuni, del già detto e del già sentito.

 

Lo sguardo si perde tra la scena reale – ossia quella dell’azione dei corpi nella spazio azzurro – e quella virtuale sullo schermo che la doppia e si integra ad essa permettendo l’interazione dei personaggi che recitano davanti lo schermo con quelli che invece – ripresi nello spazio azzurro- ne sono dentro.

 

Così la messa in scena di pubblicità, trasmissioni televisive, di finte storie diviene critica al mondo che le contiene, e lo spettacolo teatrale un mezzo per mettere in discussione questo stesso mondo attraverso l’utilizzo dei suoi linguaggi.

Cerca

Archivio