Antigone in contest (combattimenti): il teatro politico dei Motus.

Antigone in contest: il teatro politico dei Motus.

La trilogia in tre serate a Teatri di Vita (23-25 marzo 2011), Bologna.

 

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Per i MOTUS, da sempre, il corpo definisce la scena.

Non solo, ma continuano il loro cammino che affonda le radici negli anni ’70 (in cui si è formata l’estetica dei due registi, Enrico Casagrande e Daniela Nicolò), ma che si confronta con le nuove generazioni, attraverso il loro linguaggio, la loro ricerca:

 

  • Spazi underground
  • Carica trasgressiva
  • Culto dell’immagine
  • Politica dell’eccesso (violenza-sesso)
  • Territori esistenziali di confine
  • Architettura di piacere
  • Scene che si definiscono in funzione del corpo e dei movimenti degli attori

 

Questa coerenza la si vive nelle tre serate di teatro politico, che scuotono nel profondo le convinzioni e impongono scelte, spettacoli nati all’ombra della morte dell’anarchico quindicenne Alexandros-Andreas Grigoropoulos, ucciso il 6 dicembre 2008 ad Atene da “una pallottola vagante” della polizia…

Un nuovo Polinice?

Protagonista Silvia Calderoni, premio Ubu per il 2009 come miglior attrice under 30, affiancata di volta in volta da Benno Steinegger (in “Let the sunshine in”), Vladimir Aleksic (”Too late!”) e Gabriella Rusticali (”Iovadovia”).

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Tre contest, cioè “combattimenti” verbali tra l’eroina di Sofocle e un interlocutore.

Due blocchi di sedie, uno di fronte all’altro in un’impostazione dello spazio scenico (e drammaturgico) volutamente speculare, con le due platee al centro della sala, l’una a guardare l’altra:

è la cavea dove il pubblico trasformato nel coro silente della rappresentazione, come nell’antica tradizione del teatro greco, costretto a porsi quesiti, emozionarsi, liberarsi delle proprie passioni.

 

 

“Devo prendere tempo prima di iniziare,

prendo il casco, metto il casco,

corro,

non devo partire troppo veloce”.

 

Si apre così lo spettacolo sul mito di Antigone nell’interpretazione in tre incontri dei Motus, la compagnia diretta da Enrico Casagrande e Daniela Nicolò, dedicata al giovane anarchico ucciso due anni fa dalla polizia greca.

 

Antigone in Contest, tre diversi spettacoli, una sola protagonista: Antigone.

Tre incontri illuminanti con il mito per una sola visione politica, sempre più stringente e attuale.

Tracce e frammenti della contemporaneità, innestati sulla storia raccontata da Sofocle.

 

 

L’Antigone nel suo mito racchiude infatti un’analisi deflagrante delle dinamiche che sono alla base dell’eterno contrasto tra la morale umana e la ragion di stato, la prima rappresentata dalle nuove generazioni, la seconda da coloro che non essendo più giovani non possono far altro che difendere il proprio potere usando la legge come arma di sopruso, utile per far tacere le ribellioni del pensiero e dei popoli.

 

 

Ecco come la loro creazione è fatta di immagini del vissuto contemporaneo, mirano a mettere a nudo quel disagio che nel nostro tempo non si riesce a fare denuncia compatta, organizzata. E anche questo serpeggia nella loro estetica, nelle drammaturgie implicite, nei contenuti: la solitudine, quella passiva ma anche quella attiva, che non trova solidarietà, che non fa gruppo.

 

 

Spunti e note dalla lettura di Zic.it & KlpTeatro

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